#Sieditiqui

1.Siediti qui e raccontami chi sei.
Grazie. Mi chiamo Arianna, ho ventun anni e vivo in casa Ali e Radici da otto mesi circa. Sono di Berbenno, in Valle Imagna; lì vivono i miei genitori e i miei fratelli. Mi sto laureando in lettere moderne a Milano e nel frattempo faccio qualche lavoretto. D’estate invece interrompo gli studi e lavoro con bambini e ragazzi in una fattoria didattica.
2.Come è stato il tuo primo incontro con la realtà della casa?
Conoscevo da un po’ di tempo don Marco per altre vie: una sera sul tardi, senza preavviso, mi ha chiesto se volevo accompagnarlo a casa Ali e Radici per fare gli auguri di compleanno a una ragazza. Ci siamo fermati un quarto d’ora circa ma l’impressione che ho avuto è stata quella di un sogno condiviso, quello di Agathà, che si è concretizzato in una casa.
A distanza di un paio di mesi, dopo un cammino a piedi con il mio moroso e alcuni amici, è nata la voglia di condividere con due di queste amiche un’esperienza di volontariato. E di vita, perché no. Per caso a una di noi è stata proposta proprio quella casa Ali e Radici che avevo già potuto “annusare”… Le volontarie precedenti però avevano sempre avuto dai 25 ai 30 anni. Noi ne avevamo 20: stavamo facendo il passo più lungo della gamba?
Nel giro di un mese, dopo qualche colloquio e l’ok dell’equipe educativa mi sono trasferita. Le mie amiche invece han deciso che la loro strada sarebbe stata prendere casa insieme a Milano.
3.Cosa cercavi in quelle chiavi di casa?
Prima di trasferirmi qui, durante la settimana da due anni abitavo con la mia nonna che, da brava nonna, mi viziava e mi coccolava. Quelle chiavi di casa erano per me la scelta di una quotidianità un po’ più scomoda ma intensa. Erano un sogno che finalmente trovava un posto e un modo per concretizzarsi.
4.Raccontami di una situazione in cui hai capito il tuo ruolo di volontaria.
A ottobre ho fatto il trasloco, ma essendo una persona abbastanza disordinata ho perso qualche pezzo qua e là. Tra cui anche la custodia dei miei occhiali. Per non romperli allora li infilavo nella scatola di carta del dentifricio, stando ben attenta a non farmi vedere in casa o dalle educatrici: che esempio avrei dato?
Però un giorno una ragazza se ne è accorta e ci siam messe a ridere tutte e due. Ho capito che quello che questa casa mi stava chiedendo non era un modello perfetto ma falso, piuttosto il tentativo di portare leggerezza nell’affrontare le piccole situazioni difficili, mie o delle ragazze.
5.Spiegami il senso del nome Ali e radici dentro alla tua storia.
Mi sembra che man mano che il tempo passa voglia dire cose diverse per me. Vi parlo allora di oggi. Le radici sono i legami profondi che ho nella mia vita e che mi hanno accompagnato anche nella scelta di questa casa: alcune amicizie, il mio moroso… Queste radici prendono ognuna la sua direzione, sono tutte diverse e altre ne stanno nascendo. So che se viene il vento forte è anche grazie a loro se non mi spezzo.
Ora mi sembra di star perfezionando le mie ali, facendo in modo che siano solide ma leggere. Se le radici sono i rapporti belli della mia vita, le ali mi piace pensare che siano una cosa più escusivamente mia. Dove mi faranno volare queste ali ancora non lo so.
#agathàonlus #alieradici #ognimercoledi