Oggi casa “Ali e radici” compie 6 anni.


Ricordo gli incontri con il primo gruppo di volontarie, l’educatrice e don Marco per trasformare questo sogno in realtà. Ricordo gli elenchi delle cose da fare, i sopralluoghi con Marta in cantiere. La preziosa e inaspettata donazione della famiglia De Beni, che ha reso possibile l’acquisto di tutti i mobili. I volontari che hanno regalato qualche ora dei fine settimana per assemblare e pulire.

Ricordo tutte le 45 ragazze che in questa casa hanno vissuto un periodo della loro vita. Le feste, le fatiche, la quotidianità fatta di studio, lavoro, turni, confidenze notturne, incontri che confliggono. Di ognuna di loro serbo un ricordo, con qualcuna ho mantenuto dei legami anche dopo che sono uscite da “Ali e radici” e ho potuto continuare ad osservare il loro diventare grandi. Qualcuna sta ancora cercando la sua strada, fra tentativi ed errori, ma ci sono ancora un po’ di passi da fare per “diventare grandi”.

Le volontarie che si sono tuffate in un’esperienza un po’ strana e un po’ normale. In una condivisione non scontata e spesso faticosa, sono state e sono presenze preziose e insostituibili. Loro sono “le sorelle grandi”, quelle che hanno raccolto confidenze, dubbi, scleri e paranoie prima e più degli educatori. Quelle che nei semplici gesti della vita quotidiana hanno mostrato i faticosi e imperfetti passi verso il “diventare grandi”. Legami preziosi che hanno le radici in quella casa e che ora volano nel mondo.

Le volontarie che oggi sono “maestre di casa e di vita” in “Ali e radici” in quarantena, a loro va un enorme grazie perché curano e tutelano la bellezza della vita quotidiana.

E poi le educatrici, che con me hanno attraversato questi anni e con cui condivido ricordi ed emozioni, riflessioni e confronti. Educatrici che ci sono sempre, in una costante danza di vicinanza-distanza i cui passi non sono mai dati a priori ma devono essere sempre rivisti e ripensati.

Educatrici che mai si sono tirate indietro di fronte a imprevisti, turni che cambiano, appuntamenti che saltano, improvvise telefonate notturne, compiti un po’ “scomodi” e faticosi. 

Educatrici a cui oggi va un grandissimo grazie, perché nonostante le paure che questo particolare momento storico porta con sé, non si sono mai tirate indietro. Ci sono sempre accanto alle ragazze, accolgono le loro paure ma soprattutto rilanciano sguardi fiduciosi al futuro.

Enrica Ambrosioni – coordinatrice casa “Ali e radici”