E!state Liberi

Sapevo che sarebbe stato bello, ma questa esperienza è stata veramente top!

Dopo qualche giorno ospite di un’amica raggiungo le celestine a casa Alice, villa confiscata alla boss Pupetta Maresca e ora sede di una sartoria sociale in cui lavorano ragazze africane vittime della tratta della prostituzione. Dopo un inizio un po’ faticoso per la pioggia, che ci obbliga ad accamparci tra la sartoria e la sala studio, i ritmi lenti a cui non sei abituato, l’organizzazione che non coincide con quella nordica che hai in mente, i bagni in cui devi studiare le mosse per farti una doccia energizzante fredda e il bicchiere personale che ti è stato dato e che lasci immancabilmente da qualche parte, il campo base prende forma. Tende montate, un telo cerato raccattato dalla Vit viene collocato in mezzo e diventa piazza Celestini dove, all’ ombra di un lemon tree, dopo pranzo si schierano le principesse celestine e a giorni alterni le volontarie, per lo meno quelle non ancora assuefatte dal burraco. Compagni di esperienza un gruppetto di ragazzi adolescenti di Bologna facenti parte del presidio di libera delle loro scuole. La giornata è abbastanza standard; lavori di vario genere la mattina, formazione al pomeriggio e tappa al mare in tutti i possibili momenti liberi. La maglietta di LIBERA funge da passpartu alla spiaggia e ai tre ombrelloni riservati, mentre di sottofondo si sente: “sono arrivati i LIBERI”.
In questa cornice allegra si sono inserite tutte le attività della giornata. I lavori della mattina (raccolta pomodori, sartoria, pulizia del bene e della via condominiale) e gli interventi di formazione del pomeriggio in cui abbiamo incontrato diverse persone impegnate nella lotta alle mafie come Luigi Ferucci presidente dell’associazione antiraket Castel Volturno e Campania, Massimo Rocco presidente della cooperativa Libera Terra, Gianni Solino referente provinciale di LIBERA, Carmela de Lucia che gestisce un bene confiscato, Francesco Pascale rappresentante di Legambiente.
L’esperienza fatta insieme è stata veramente ricca per diversi motivi:
mi ha permesso di conoscere il problema fornendomi alcune chiavi di lettura della complessità e lasciando in me il desiderio di essere una cittadina più informata e più consapevole;
mi ha avvicinato ad una realtà dal di dentro con tutte le sue contraddizioni, camminando tra le sue strade disseminate di rifiuti, gustando il tramonto al mare o una mozzarella di bufala, ascoltando la forza di persone che cercano con grandissimo entusiasmo, giorno dopo giorno, di lavorare ad un progetto di riscatto che porti nuove possibilità lavorative o ripercorrendo, con le dovute differenze, quella che può essere la giornata di un bracciante che viene sfruttato, per pochi soldi, da un caporale;
mi ha confermato sul valore, la forza e la bellezza di “essere rete” perché ognuno non si senta solo nelle proprie battaglie.;
mi ha interpellato sul compito e la responsabilità di accompagnare i ragazzi nel loro percorso di crescita, per far crescere persone oneste, che sappiano fare scelte dal sapore di vita.
Se finissi qui, tralascerei una parte importante di questa esperienza che è stata il non viverla da sola, ma condividerla con Enzo, ValeZ, Giulia, Vit e le otto principesse. Ci provo a mettere in fila anche questi pensieri.
Cinque adulti che vivono un’esperienza con otto fanciulle sono dieci occhi che le osservano e colgono tante sfumature. Ringrazio quindi i senior del gruppo per gli scambi semplici, molte volte divertenti, con cui ci siamo presi cura di loro.
Ringrazio le belle celestine perché mi fanno sempre sentire parte della famiglia, mi gusto quell’affetto sincero, gli abbracci e i baci e quella meravigliosa energia che si sprigiona con loro. Penso sorridendo alla formazione del pomeriggio…attorno a quel tavolo eravamo lì tutti per imparare ognuno con la propria agendine rossa senza divisione di ruoli. Che tenerezza vedere le poche frasi di appunti di qualcuna o le pagine e pagine di qualcun’altra, che desiderio a volte di tradurre loro gli interventi più complessi in parole semplici perché non si perdessero nulla di quanto detto.
Bravissime principesse sono fiera di voi! Brave nell’essere state voi stesse stringendo amicizie con i ragazzi di Bologna, parlando senza vergogna delle vostre storie, brave nel portare a termine il lavoro assegnato, brave nell’adattarvi alla vita da “camping spartano”, brave nel cogliere con prontezza quando qualche aspetto di ciò che stavamo vivendo aveva “note stonate”.
Mi sento infine di fare i complimenti a tutto lo staff educativo dei Celestini per il lavoro di qualità che fate con le ragazze, per le proposte alte che offrite loro e perché, da volontaria, vedo le ragazze camminare. Grazie di esserci per loro anche nelle piccole cose…nel bacio della buonanotte, nel buongiorno della mattina, nell’essere semplici ascoltatori in un momento di tilt o in una coccola gratuita nel pomeriggio.
Claudia