Bilancio sociale 2016

Bergamo, 4 maggio 2017

0. Premessa: kintsugi (金継ぎ)
Quando una ciotola, una teiera o un vaso prezioso
cadono frantumandosi in mille cocci, noi li buttiamo
con rabbia e dispiacere.
Eppure c’è un’alternativa, una pratica giapponese che
fa l’esatto opposto: evidenzia le fratture, le
impreziosisce e aggiunge valore all’oggetto rotto.
Si chiama kintsugi (金継ぎ), letteralmente oro (“kin”)
e riunire, riparare, ricongiunzione (“tsugi”).
E’ una delle scoperte che ho fatto in questo anno.
In uno dei laboratori del Patronato da qualche tempo due artiste, Barbara e Francesca, stanno offrendo percorsi
di scoperta di questa tecnica per giovani e adolescenti: anche alcune delle nostre ragazze vi hanno preso parte.
Alla luce delle suggestioni di questa antica arte, vorrei condividere con voi la rilettura sui passi fatti in questi tre
anni e offrire spunti progettuali per il prossimo triennio.

1. Sguardo retrospettivo sul triennio 2014/2017
Nell’assemblea generale del 14 maggio 2014, veniva rinnovato il mandato al Consiglio Direttivo, indicando queste
sei azioni come le linee progettuali per il triennio 2014/2017:
– Rafforzare il legame con l’Istituto delle Suore Sacramentine e con il Patronato;
– Intensificare il legame tra Associazione Agathà e Coop Impronta;
– Consolidare la fase uno e due, cioè della Casa “Ai Celestini” e della Casa “Ali e Radici” nella dimensione
della gestione delle risorse umane, professionali e volontarie, e della sostenibilità economica;
– Continuare e aumentare le sinergie con il territorio;
– Progettare la fase tre: appartamenti per l’autonomia;
– Entrare nel Coordinamento provinciale delle Comunità alloggio e delle rete famigliari
Nei bilanci sociali degli anni scorsi, ho provato a declinare le tappe d’avanzamento di ognuno di questi ambiti.
Oggi vorrei condividere con voi uno stato d’animo e alcune riflessioni riassuntive su questi anni.
In primo luogo, sento come un misto di soddisfazione e di sorpresa: mi sembra che siamo stati fedeli agli
impegni presi allora e anzi, abbiamo fatto più strada di quanto avevamo immaginato!
Queste linee progettuali hanno accompagnato e orientato le nostre scelte quotidiane e di struttura, diventando
delle note caratteristiche dell’associazione.

a. uno stile di vita
In primo luogo, gli operatori di Agathà riconoscono che questa attività mette in gioco
ciascuno di noi: ciascuno di noi è chiamato ad evolvere personalmente proprio
attraverso il nostro impegno educativo.
Le due pubblicazioni “Parlami di noi” hanno mostrato proprio questa dimensione di
continua rimessa in questione di noi stessi, della nostra organizzazione…
Essere adulti non vuol dire essere perfetti, ma non smettere di crescere, di far tesoro
dei proprio tentativi e anche dei proprio insuccessi. Essere adulti vuol dire non aver
paura di mostrare anche le cicatrici delle fatiche attraversate, semplicemente.
In questi anni, le nostre ragazze ci hanno riconosciuto soprattutto per l’autenticità con
cui ci siamo messi in relazione con loro.

b. uno stile educativo
Spesso la paura ad “accendere la luce” sulle situazioni nasce da questa paura: se trovo
qualcosa di rotto… poi che cosa faccio?
Il nostro stile educativo ha il coraggio della verità e dell’esplicitazione proprio perché
siamo convinti della possibilità creativa e positiva non solo nonostante, ma proprio
attraverso alcune “rotture”.
Riconosco come ingredienti del nostro stile la fiducia su uno sviluppo ancora non
rivelato, la scelta di non voler immaginare le “biografie” delle ragazze solo a partire dalle
fragilità, lo sguardo positivo su un futuro che può essere non solo accettabile, ma anche
prezioso e bello.
Proprio per questo, le equipe educative si sono dedicate con creatività ad accompagnare
i percorsi di vita delle nostre ragazze davvero in modo personalizzato, anche con il
coraggio di riconoscere come le nostre strutture non fossero adeguate in una certa tappa
evolutiva delle minori.

c. uno stile di lavoro
Le nostre ragazze spesso ci portano in modo molto evidente il tema delle
“rotture” sia interiori che nelle relazioni. Il tema del conflitto in realtà ci
appartiene: in quanto persone e in quanto strutture.
Direi che è inevitabile che esistano spaccature e tensioni…
In questi anni stiamo imparando a far crescere uno stile di lavoro che non
abbia paura di guardare le differenze, di attraversare anche fasi di distanza e
di incomprensione, di “rotture”: questo sia all’interno dell’equipe educativa
come pure con i vari Enti che compongono la nostra associazione e con i
partner più istituzionali…
All’inizio della nostra avventura intuivamo che quanto stavamo vivendo
aveva il gusto di un’opera d’arte fatta di materiali diversi.
Oggi affermiamo in modo ancora più consapevole che siamo ancora più
preziosi grazie ai passaggi difficili e di confronto più franco.
Stiamo apprezzando opere d’arte che valorizzano anche i cocci come il segno
di una più consapevole unità di contributi diversi!

d. uno stile di azione sociale
Contro ogni rassegnazione, riteniamo che il nostro welfare possa ancora
esprimere potenzialità inedite. Come associazione rifiutiamo ogni tipo di
chiusura in noi stessi e ogni rinuncia all’azione sociale.
Pur consapevoli di come alcune protezioni e sicurezze siano andate in
frantumi, riteniamo che con pazienza e creatività possiamo contribuire a
nuove forme di tutela e di promozione della persona.
Crediamo addirittura che la crisi attuale possa essere generativa di nuove
formule di azione sociale che siano sostenibili e ancora più efficaci di
quelle che il passato ci ha consegnato.
Sono consapevole che questo stile non è un patrimonio statico, ma una ricchezza viva, che ancora è chiamata a
crescere, ad incontrare nuove “fratture” e ricomporsi in modo ancora più prezioso e creativo!

2. Linee progettuali sul triennio 2017/2020
Proprio in questa logica dinamica ed evolutiva, sottopongo all’assemblea soci per il prossimo triennio 2017/2020
le seguenti linee progettuali:

a. Rendere sempre più consapevole questo sguardo educativo nei nostri operatori
L’avvicendamento degli educatori e delle educatrici in questi anni è stato un’occasione per accogliere
sguardi nuovi, per ridire il senso di scelte e di impostazioni più definite… stiamo scoprendoci ricchi di uno
“stile Agathà” che è cresciuto pian piano e che ora è già un po’ patrimonio comune. E’ come se oltre alla
“cassetta degli attrezzi” che ogni educatore porta con sé nel suo agire quotidiano, ci sia anche uno
“sgabuzzino” di Agathà. Attraverso l’investimento nella formazione (percorso con Arimo), la
supervisione, le equipe, l’equipe delle risorse umane, ritengo che sia importante continuare a rafforzare
il patrimonio educativo dell’associazione.

b. Investire nella cura dei volontari
Nelle tante forme di condivisione e di presenza (da alcune ore dedicate alla preparazione dei pasti fino
alle volontarie residenti), i volontari sono parte preziosissima della nostra azione educativa: credo sia
una grande azione di bonifica del mondo adulto regalare alle ragazze accolte la possibilità di entrare in
relazione con “sorelle più grandi”, con “zii e zie”… con adulti che con semplicità e passione mostrano
come… “non è poi così male diventare grandi”.
“La ricerca sulla resilienza e la teoria degli attaccamenti multipli aiutano a pensare che un bambino, a cui
manca la base di attaccamento sicura o che la perde improvvisamente, può trovare nel corso della sua
esistenza altre possibilità di formare attaccamenti leggeri con altri adulti. Sono le stelle della
costellazione che vengono in aiuto al bambino e che gli permettono di costruire un’identità integrata a
dispetto delle difficoltà vissute”.
(Milani P, Ius M, Sotto un cielo di stelle. Educazioni, bambini e resilienza,
Raffaello Cortina Editore, Milano 2010)
Nel prossimo triennio, chiedo che il CdA si faccia più attento promotore di attività e proposte
formative a vantaggio dei volontari di oggi e di ieri.

c. Rafforzare la struttura associativa in un’ottica di responsabilizzazione e sostenibilità dei nostri progetti
La dimensione della nostra associazione, anche per riferimento al suo fatturato, sta crescendo in modo
importante: rendere sempre più solido il nostro funzionamento come struttura mette in sicurezza i
diversi progetti educativi. Il legame che unisce Suore Sacramenti, Patronato e Cooperativa Sociale
l’Impronta si sta consolidando grazie alle pagine di storia scritte insieme. Ma al tempo stesso è
necessario non smettere di investirci: gli appuntamenti quasi mensili del CdA sono momenti preziosi e
necessari. La figura della segretaria dell’associazione (Giovanna Mandelli fino allo scorso anno, Stefania
Cernuschi dal mese di ottobre 2016) è un investimento importante: oltre alla prima nota contabile e al
presidio della gestione amministrativa di dettaglio, affidiamo alla sua cura anche il legame con i soci e i
benefattori. Per questo propongo che sia presente nei nostri CdA (pur senza voto), come verbalizzatrice.

d. Progettare la fase quattro: immaginare e sperimentare forme di sostegno educativo alla genitorialità
che trasferiscano sui territori (a vantaggio di famiglie e adulti) lo stile di Agathà.

Una delle esigenze forti raccolte dal lavoro con le famiglie d’origine delle nostre ragazze e dall’ascolto dei
territori con cui lavoriamo e in cui viviamo, è la seguente: investire sugli adulti per sbloccare, far crescere
e poi confermare le loro potenzialità educative. In alcune situazioni l’accompagnamento educativo ha
permesso di offrire anche alle famiglie delle nostre ragazze non solo sguardi interpretativi nuovi, ma
anche nuove strategie e modalità di relazione. Riteniamo che anche in noi adulti ci siano “cose buone”
che vanno trovate e valorizzate: l’associazione Agathà può divenire promotrice di valorizzazione delle
potenzialità educative già presenti in modo diffuso e spesso inconsapevole.
e. Promuovere forme creative e stabili di sinergie
In questi anni abbiamo sperimentato diversi esempi di coprogrettazione (l’esempio di Villa di Serio è fra i
più emblematici). Nel prossimo triennio ritengo che il CdA debba mettere ancor più energia e proazione
nell’individuare forme di accordi, convenzioni con Ambiti territoriali e reti territoriali che diano stabilità
a tante relazioni di collaborazione e di stima che questi anni hanno fatto nascere.

3. Prossimi appuntamenti
Giornata per i volontari
Sabato 10 giugno 2017, presso la sede dell’AFP del Patronato di Bergamo in via Gavazzeni 3, a partire dalle 14.30
vogliamo dedicare ai nostri volontari un pomeriggio di formazione e di scambio: sarà organizzato per loro un
laboratorio di kintsugi. Alle 18.30 condivideremo la celebrazione della messa e poi concluderemo ai Celestini,
dove le nostre ragazze prepareranno la cena.
“ripariamoconloro”
Come lo scorso anno, nella settimana centrale del mese di agosto (dal 12 al 19 indicativamente) con la comunità
delle ragazze dei Celestini vivremo un’esperienza estiva di vacanza e di servizio. La presenza dei volontari lo
scorso anno è stato davvero il valore aggiunto! E’ un modo concreto per essere con loro a vantaggio di altri!

don Marco

“La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata testata d’angolo:
Ecco l’opera del Signore: una meraviglia ai nostri occhi!”