Bilancio sociale 2014

Bergamo, 13 maggio 2015

premessa: R²

Stendere un bilancio sociale significa tentare di rileggere la ricchezza e la complessità di un anno associativo, di un anno di vita concreta, di scelte operative, di preoccupazioni educative, di “cose fatte insieme” fra di noi e con le ragazze accolte… per trovare le linee di forza che ci hanno condotto e sorretto. Nelle ultime settimane, mentre pensavo a questo esercizio di sintesi, mi sono chiesto spesso: che cosa ha caratterizzato il cammino dell’associazione in quest’anno? Quale l’intuizione che ci ha condotto? Quale il fil rouge che annoda e armonizza quanto abbiamo vissuto?
Provo a dirlo con un ricordo e una formula.

Nel 2008, all’interno di un progetto umanitario in favore di un orfanotrofio in Togo, avevamo spedito due container di materiale: bici, materassi, macchine da cucire, un pulmino, una Panda, un motore d’auto… Mentre li riempivamo con l’aiuto del muletto e degli scivoli precisi dello scalo merci della stazione svizzera, non immaginavamo nemmeno lontanamente le condizioni in cui li avremmo svuotati! Appena i container sono arrivati nel quartiere di Aneho dove c’era l’orfanotrofio, giovani, adulti e ragazzi si sono mobilitati: chi ha recuperato due vecchie travi di ferro per far scendere gli automezzi, chi ha fatto una catena umana per portare tutto in sicurezza dalle suore… Il pezzo forte è stato il motore d’automobile: una decina di giovani lo hanno preso a mani nude e, con la leggerezza di una coreografia, l’hanno portato nel deposito.
Rileggendo questo sforzo collettivo con gli altri volontari, abbiamo inventato “una formula” da applicare di fronte ad ogni situazione problematica: R², cioè “Risorse di Rete”.

In questi cinque anni, come Associazione siamo sempre più convinti che non è poi così vero che “chi fa per sé, fa per tre”… Per accompagnare percorsi di vita complessi e attraversare situazioni delicate e pesanti, è importante risvegliare come primo riflesso la domanda: chi può portare con noi questa situazione? Chi è già al nostro fianco e chi possiamo ancora invitare a far parte della squadra?

Linee progettuali

Nell’assemblea di bilancio dello scorso 14 maggio 2014, veniva rinnovato il mandato al Consiglio Direttivo, indicando queste sei azioni come le linee progettuali per il triennio 2014/2017:

– Rafforzare il legame con l’Istituto delle Suore Sacramentine e con il Patronato;
– Intensificare il legame tra Associazione Agathà e Coop Impronta;
– Consolidare la fase uno e due, cioè della Casa Ai Celestini e della Casa “Ali e Radici” nella dimensione della gestione delle risorse umane, professionali e volontarie, e della sostenibilità economica;
– Continuare e aumentare le sinergie con il territorio;
– Progettare la fase tre: appartamenti per l’autonomia;
– Entrare nel Coordinamento provinciale delle Comunità alloggio e delle rete famigliari

A che punto è il cammino dell’Associazione dopo il primo anno di questo mandato?

a. rafforzare il legame con l’Istituto delle Suore Sacramentine

Il legame fra l’Istituto delle Suore Sacramentine e l’esperienza educativa di Agathà cresce e si rafforza in due forme: quotidianamente grazie alla condivisione che suor Zonia vive all’interno dell’equipe della Casa ai Celestini, mensilmente nel nostro Consiglio Direttivo.
Proprio grazie a questa concreta corresponsabilità, abbiamo riconosciuto il bisogno di render partecipi di questo nostro lavoro anche le suore, non direttamente coinvolte nella vita delle due comunità educative. Quattro sono state le occasioni per far conoscere meglio la vita e le scelte che l’equipe educativa sta portando avanti con le ragazze:
5 novembre 2014, incontro di tutte le suore della comunità dei Celestini con don Marco e Madre Maria Vecchi, nel quale si è condiviso l’evoluzione della struttura in questi 4 anni e il senso della presenza di una religiosa in questo progetto di promozione umana.
Notte di Natale: celebrazione della messa di mezzanotte in Casa Madre, a cui hanno partecipato diversi volontari dell’Associazione, con un momento di scambio di auguri presso le suore.
28 gennaio 2015, Oratorio di Valmadrera: serata di testimonianza con le volontarie e le educatrici di Ali e Radici, con gli adolescenti e i giovani della parrocchia, in cui vivono le suore sacramentine.
28 febbraio 2015, incontro delle suore delle comunità sacramentine più vicine alla città (Redona, Casa Madre…), con Ilaria, Enrica e suor Zonia: al centro dell’incontro è stato il tema dell’essere donne, religiose o sposate, madri di famiglia e professioniste, all’interno della relazione educativa a favore della crescita delle ragazze; inoltre è stata l’occasione per riconoscere come diverse collaborazioni preziose sono già in essere (come con la scuola dell’infanzia Garbelli).

Mi ha fatto particolarmente piacere leggere nella lettera della Madre Generale delle Sacramentine del 18 febbraio 2015 questo passaggio: “Come il Convegno delle Chiese d’Italia ha detto a Verona qualche anno fa e il Papa continua a ripetere, la Chiesa è un ospedale da campo che cura le ferite umane. Tutti gli esseri umani sperimentano l’incontro con il limite e con la fragilità, ed è proprio lì che il Signore trova uno dei luoghi dove far risuonare la Sua Parola. Non possiamo e non dobbiamo essere assenti da questi luoghi che tanto necessitano un Amore presente.” (n° 8, pag. 13)
Quanto stiamo vivendo insieme, Agathà e suore Sacramentine, condividendo strutture e risorse umane, mi sembra tenti di dare forma concreta all’imperativo indicato dalla Madre.

b. intensificare il legame tra Associazione Agathà e Coop Impronta

La realtà dell’azione sociale e dell’intervento educativo in situazioni di particolare fragilità fa sperimentare agli operatori spesso un forte sentimento di affaticamento. Riprendendo l’immagine con cui ho aperto il bilancio sociale, come fare a scaricare da soli un container ?!

Franca Olivetti Manoukian evidenzia come oggi i servizi siano sotto assedio. Ciò deriva, a suo avviso, da due ragioni: le aumentate pressioni esterne (una maggiore domanda di cura, una riduzione delle risorse economiche, di personale, ecc.) ma soprattutto l’aver assunto su di sé in modo esclusivo la delega della gestione del disagio. “Ci si sente assediati – scrive l’autrice – quando ci si muove dentro una rappresentazione di sé e del proprio lavoro che fa credere che tocchi a noi risolvere i problemi e risolverli al meglio in modo tecnicamente ineccepibile e che possiamo farlo da soli”.
(Ugo Corino, “Appunti su nuove e vecchie gruppalità”, in Animazione Sociale 288, 2015, p. 77-78)

L’associazione e la Cooperativa sono sempre più consapevoli che la risposta più adeguata è quella della coprogettazione: è una delle forme concrete della formula “R²”!
Se presi separatamente, non bastano né l’impegno del volontariato, né la dedizione consacrata, né la professionalità educativa né la generosità dei benefattori: solamente insieme possono agire un intervento educativo concreto, autentico e misurato.

Forti di questa consapevolezza condivisa, Agathà e Impronta hanno cercato di tradurre in alcune scelte di struttura queste intuizioni.

“equipe delle risorse umane”
Siamo convinti che coprogettazione non significa solo stendere insieme prospettive e obiettivi, decidere insieme strategie e modalità operative, significa anche accompagnare insieme l’evoluzione delle equipe di lavoro e la crescita professionale di chi opera all’interno delle nostre strutture.
Così per accompagnare e valorizzare le qualità e le competenze di tutte le educatrici e gli educatori che lavorano in Agathà, abbiamo deciso di ritrovarci periodicamente in un livello di governo condiviso delle risorse umane: i due presidenti (Stefano e Marco), la responsabile delle risorse umane dell’Impronta (Claudia), le due coordinatrici (Ilaria e Enrica).
Da marzo a ottobre 2014 ci siamo incontrati per una dozzina di ore, per rileggere insieme la realtà delle due equipe di lavoro e per decidere gli orientamenti operativi più adeguati.
Il 6 giugno e il 24 ottobre 2014, abbiamo coinvolto tutti i nostri operatori in equipe allargate: riteniamo un valore aggiunto vivere almeno due volte all’anno un momento assembleare in cui Agathà e Impronta esprimono congiuntamente la conduzione di questa esperienza. In questi due incontri, abbiamo messo a tema soprattutto la necessità di allenarci, come singoli e come Enti, a vivere la ricchezza e la fatica di uno stile operativo che tiene insieme professionalità specifiche e volontariato, linguaggi diversi, culture di riferimento non omogenee.
Riteniamo che la scelta della “contaminazione” e del metissage offra maggiori opportunità di crescita alle nostre ragazze e apra al futuro in modo più adeguato le nostre strutture.

c. consolidare la fase uno e due

Il cuore della nostra azione educativa sono le due case, “Ai Celestini” e “Ali e radici”.
Anche solo qualche numero sulle accoglienze di questo anno.
Nella “casa ai Celestini”, abbiamo accolto circa una ventina di ragazze minorenni, nei vari progetti (pronto intervento, diurno, residenziale). Negli ultimi mesi, la presenza era di sei/sette ragazze in progetti di residenzialità e due in diurno. La loro permanenza media è attorno all’anno.
A Colognola presso “Ali e radici”, il 26 aprile 2014 hanno iniziato ad abitare le volontarie che come sorelle più grandi vivono nella struttura di semi-autonomia al fianco delle ragazze ospiti. Dal mese di agosto 2014, una prima giovane è entrata nel progetto in modo stabile. Nel mese di maggio 2015, sono presenti 3 neomaggiorenni in percorsi di semi-autonomia (la capienza massima è di 4 posti).

Come abbiamo voluto declinare la formula “risorse di rete” per riferimento ai Celestini e ad Ali e Radici? Che cosa ha voluto dire “portare insieme” concretamente nella vita delle due case?

1. corso di formazione per tutti gli operatori di Agathà (direttore, coordinatrici, educatrici ed educatori): una giornata intera (il 24 settembre 2014) e due mezze giornate (1° ottobre 2014 e 14 gennaio 2015) in cui due formatori della cooperativa Arimo ci hanno aiutato a rendere ancora più consapevoli e coerenti le nostre azioni educative nei confronti delle ragazze. E’ stata un’opportunità preziosa per rileggere scelte già fatte e prevedere cambiamenti di struttura condivisi come equipe di lavoro.

2. serate di formazione dei volontari: 25 giugno 2014, serata di ascolto dei bisogni formativi dei volontari e delle loro preoccupazioni nella relazione con le ragazze; 30 settembre 2014, incontro con la psicologa Paola Paiocchi sulle modalità tipiche delle adolescenti che accogliamo: con quali “occhiali” guardano solitamente il mondo e come favorire nuovi sguardi; 27 ottobre 2014, incontro con Ilaria e don Marco per rileggere la vita concreta della comunità ai Celestini, le scelte operative, il senso di alcuni limiti posti alle ragazze… con l’obiettivo di valorizzare i volontari e mettere in rete maggiormente il loro contributo con il lavoro degli educatori;

anche la serata degli auguri di Natale, con il contributo del professor Panigada, il 9 dicembre 2014 l’abbiamo voluta a più voci, un piccolo esercizio di linguaggi diversi: musiche, testi, letture, immagini… sul tema del viaggio, come immagine della vita, fra ali e radici.

3. la nuova composizione dell’equipe dei Celestini. Lo scorso anno, per ragioni diverse (di vita e professionali) tre educatori dell’equipe dei Celestini hanno lasciato il servizio: Francesca, Chiara e Cristian. E’ stato un passaggio delicato e prezioso per la vita dei Celestini che abbiamo vissuto come un’opportunità di coprogettazione. Come Agathà e come Impronta, abbiamo ribadito i criteri di fondo dell’offerta educativa della comunità minori e abbiamo fatto un passo in più nella direzione intrapresa come associazione, ormai tre anni fa: abbiamo voluto riequilibrare al maschile l’equipe e introdurre anche competenze educative più legate al sapere esperienziale, accanto a quelle più specificatamente professionali. Sono entrate a far parte dell’equipe: Federica, Francesco, Enrico. Dopo l’estate 2014, abbiamo sentito la fatica e lo stimolo per una nuova fase nella vita della Casa Ai Celestini: un’occasione per ridire fra di noi il senso di scelte ormai consolidate e per confermarci nella scelta di “portare insieme”, come equipe, responsabilità e fatiche.

4. le “riunioni di comunità”. Una delle caratteristiche educative che abbiamo voluto connotasse il nostro agire nei confronti delle ragazze è sempre stata l’attenzione ai “progetti educativi individualizzati”: riteniamo che ogni storia è unica e irripetibile e per questo è necessario articolare la proposta comunitaria nel rispetto di ogni singola situazione. Eppure, con la stessa forza, sentiamo necessario aiutare le ragazze a fare esperienza di gruppo e di condivisione. Anche per loro è importante inventare luoghi in cui allenarsi a “portare insieme” gioie e dolori, preoccupazioni e sogni.
Nelle due case, abbiamo voluto dare più spazio alle riunioni comunitarie. Ai Celestini, ogni venerdì prima di cena, i due educatori in turno rileggono la settimana e creano le condizioni per uno scambio fra le ragazze (il contenuto varia necessariamente secondo le settimane). Ad Ali e Radici, il lunedì sera c’è la riunione più organizzativa della settimana e il martedì un momento forte di condivisione: tre martedì la cena è l’occasione per incontrare volontari o invitati della struttura (sono occasioni per allargare lo sguardo all’esperienza di altri), una volta al mese solo fra le volontarie, le ospiti della casa e l’equipe educativa su un tema proposto liberamente da chi desidera.

d. continuare e aumentare le sinergie con il territorio

E’ un’attenzione costante che si esprime in tante telefonate e contatti che tutta l’equipe educativa quotidianamente intrattiene con gli oratori, con le società sportive, con le scuole, le associazioni di volontariato…
In modo particolare, lo scorso anno abbiamo riconfermato la nostra appartenenza alla rete sociale di Santa Caterina con Ilaria e Valentina e abbiamo iniziato a far parte della rete sociale di Colognola con Enrica.

f. entrare nel Coordinamento provinciale delle Comunità alloggio

Dopo un periodo come osservatore, la nostra associazione è entrata ufficialmente nel Coordinamento provinciale delle Comunità Alloggio il 16 aprile 2015. Negli incontri mensili, ci rappresenta Enrica. E’ una delle scelte concrete per mettere in rete la nostra esperienza educativa.

e. progettare la fase tre: appartamenti per l’autonomia

Nell’assemblea del maggio 2014, ci siamo dati come prospettiva di attivare la progettazione degli appartamenti di autonomia come fase tre, a completamento dell’offerta educativa per le ragazze.
Nei primi giorni di gennaio 2015, sono stato contattato da alcuni eredi della famiglia Rota di Villa d’Almè circa una grossa porzione di casa su via Gotti nella zona delle ghiaie di Villa, di fronte al linificio. Il 24 gennaio 2015, con Marta Consalvi e gli idraulici di fiducia abbiamo fatto un sopralluogo per vedere la struttura e stimare gli eventuali interventi da fare sull’immobile.
Nel consiglio direttivo del 10 marzo 2015, abbiamo deliberato di accogliere la proposta di donazione della proprietà all’associazione Agathà, con la scelta di ristrutturare la casa in tre miniappartamenti di autonomia.
Non posso non riconoscere con stupore e gratitudine, come la formula R² sia preziosa! Non siamo soli in questa impresa educativa: in modo inatteso e con tempistiche non previste, gratuitamente altri stanno facendo il tifo per le ragazze che accogliamo!

prospettive 2015/16

Su questi punti, chiedo che l’assemblea soci possa pronunciarsi ufficialmente:
1. nomina del nuovo tesoriere dell’associazione: dopo aver accettato le dimissioni di Federico Parisi, il 10 marzo 2015, il Consiglio direttivo di Agathà ha dato mandato a Giovanni Assi di essere il nuovo tesoriere dell’associazione.
2. sinergie con il territorio: l’associazione “scuola insieme” di Borgo santa Caterina ha elaborato un progetto con diverse azioni di coesione sociale. Propongo di far parte di questo progetto per un anno (sett 2015/sett 2016) con un investimento di tre ore settimanali di un educatore dell’equipe dei Celestini, in coprogettazione con l’oratorio di santa Caterina: il nostro contributo sarebbe di formazione/sostegno agli animatori dei pre-adolescenti, con attenzione particolare alle femmine.
3. in occasione del 5°anniversario della nascita della nostra associazione (atto di fondazione riporta il 14 giugno 2010), chiedo che il Direttivo proponga azioni volte a rilanciare e incrementare il legame con il Patronato san Vincenzo.
4. fase tre: disbrigo delle pratiche per la donazione della Casa di Villa d’Almè; progetto concreto di ristrutturazione e stesura della bozza della gestione educativa; inizio della ricerca fondi.

Prossimi appuntamenti

La “gita sociale”
Uno dei desideri espressi lo scorso anno negli incontri dei volontari era quello di vivere dei momenti con le ragazze. Abbiamo deciso di proporre un’uscita nel week end del 31 maggio – 2 giugno 2015.
La destinazione sarà Trieste. Ci piacerebbe che ogni anno si possa ripetere un’uscita di questo tipo.

Desideriamo invitare tutti i volontari e soci ad una serata di condivisione, il sabato 20 giugno 2015 presso i Celestini, con il seguente programma: messa alle 18.30 presso la chiesa dei Celestini, cena insieme alle 19.30 e a seguire uno spettacolo preparato dalle nostre ragazze.

don Marco
“i problemi non sono fatti per essere risolti… ma per essere portati insieme”
(una mamma di un bambino disabile)