Il centro commerciale di Stezzano attraverso il progetto "Le Due Torri C'è per il Sociale" sostiene le associazioni solidali che operano nella Bergamasca.

Le telecamere di Bergamo Tv, inviate dal centro commerciale Le Due Torri, hanno visitato la sede storica dell'associazione Agathà Onlus in Borgo Santa Caterina per consegnarci una gift box.

Durante l'incontro Don Marco, insieme ad Ilaria, Enrica e Valentina ha raccontato la nascita di Agathà e descritto i nostri servizi.

Se vuoi vedere il video completo visita:

https://www.bergamotv.it/bgtv/speciali/le-due-torri-ce-per-il-sociale-9/SI_114278/

Pasqua 2022

“Passato il sabato, Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo e Salome 

comprarono oli aromatici per andare a ungerlo. 

Di buon mattino, il primo giorno della settimana, vennero al sepolcro al levare del sole…” 

(vangelo di Marco 16,1-2)

Inizia così il racconto della resurrezione nel vangelo di Marco. 

Mentre gli apostoli sono ancora chiusi nel cenacolo, sconvolti dal dramma della morte di Gesù e dal fallimento del progetto del messia di Nazareth, tre donne si mettono in cammino per avvolgere di profumo il corpo di Gesù: desiderano regalare un gesto di premura e di affetto per lui. 

Gli uni e le altre devono guardare in faccia la morte di Gesù. Nessuno poteva nemmeno lontanamente immaginare la novità assoluta e sorprendete della sua Risurrezione.

Di fronte al dramma però, è l’atteggiamento delle donne a fare la differenza!

Non si fermano al fallimento di un progetto (“non doveva essere lui a liberare Israele”), non sono bloccate dalla paura (che pure le abita), non sono scoraggiate dalle oggettive difficoltà (“chi sposterà la pietra?”). Non fanno discorsi, non si lasciano neppure distrarre dalle analisi e da che cosa avremmo dovuto fare di diverso… 

Le donne del Vangelo non mettono al centro né un progetto, né i grandi valori (fosse pure la pace), né le loro aspettative. Per loro, alcentro c’è il corpo di un uomo. Anzi il corpo di un uomo morto, offeso e sfigurato.

Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo e Salome decidono di avvolgere di tenerezza e di premura, di “olio profumato”, quel corpo. Può sembrare poca cosa. Forse anche loro saranno state tentate di chiedersi se un gesto così serviva a qualcosa… Eppure in quella loro decisione era già la luce di Pasqua a far capolino! Non a caso, sono loro le prime ad incontrare Gesù risorto!

Le donne del mattino di Pasqua ci ricordano che non siamo noi a dare nuova vita e a far risorgere le persone, ma ci rivelano al tempo stesso la forza dei gesti di tenerezza e di premura! 

Non hanno avuto manie di onnipotenza, ma non si sono nemmeno ritirate nell’inazione. 

Il solo pensiero di andare a comperare dell’olio profumato per il corpo di Gesù è un atto di fede sulla dignità della persona, sempre e comunque. Non solo. Il loro andare al sepolcro è anche atto di fiducia nelle proprie possibilità. È l’annuncio di chi non si rassegna al male: le donne fanno quello che riescono per scrivere una nuova pagina di umanità e di delicatezza. La loro determinazione concreta ci suggerisce che c’è sempre una possibilità di azione, ci invita ad aver fiducia nell’efficacia di ogni singolo gesto di attenzione.

Ringrazio il Signore per aver suggerito a Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo e Salome di attivarsi così, in quel “primo giorno della settimana”! Lo ringrazio per tutte le volte in cui anche noi (magari senza pensarci) abbiamo regalato gesti di premura a vantaggio dei corpi feriti delle nostre ospiti e a vantaggio anche delle relazioni fra di noi!

Invoco lo Spirito santo perché confermi in noi lo stesso stile delle donne del mattino di Pasqua!

Che dentro ogni conflitto, domestico o internazionale, lo Spirito mi suggerisca quale azione concreta di tenerezza è affidata a me e alla mia responsabilità! 

Che lo Spirito ci regali fantasia e determinazione! Ogni mattina!

Buona Pasqua!

don Marco

Nei giorni scorsi, a diversi livelli, abbiamo condiviso la voglia di “non essere solo spettatore”.

E’ cresciuta in noi, singolarmente e come associazione, la sensibilità per le persone coinvolte nel conflitto in Ucraina. E’ cresciuto al tempo stesso il desiderio di un impegno concreto ed efficace.

Mercoledì 2 marzo è stato chiesto all’associazione la disponibilità ad orientare uno degli appartamenti educativi all’ospitalità per persone ucraine in fuga dal conflitto. Dopo una serie di telefonate, siamo entrati immediatamente in questa prospettiva (condivisa e ratificata dal CdA del 3 marzo). Ci siamo messi subito in rete con la Caritas, che sta coordinando un insieme di azioni necessarie e delicate (anche per riferimento ai documenti di soggiorno…). Gli operatori e i volontari stanno facendo gli ultimi preparativi per predisporre l’appartamento. La comunità delle ragazze adolescenti si è attivata per preparare dei cartelloni di benvenuto…

Dai primi giorni di settimana prossima, accoglieremo due nuclei famigliari: una mamma con il proprio bambino (di 5 mesi) e una coppia con tre figli (di 8 e 9 anni). Hanno pensato di venire nella nostra città, perché da tempo una parte della loro famiglia vive e lavora da noi.

E’ una goccia. Una piccola cosa: semplice e concreta.

E’ un’azione attraverso la quale Agathà onlus si mette in gioco: volentieri, come può.

Non conosciamo attualmente che tipo di bisogni avranno le persone che stiamo accogliendo: passo passo, con loro capiremo come procedere. Sicuramente immaginiamo che sarà un’ospitalità non di breve periodo.

A nome del CdA, desidero condividere con voi la gioia di poter aprire ancora una volta la porta e di “fare casa”. Sentiamo di fare questo gesto di accoglienza non solo a nome nostro, ma di una comunità civile ed ecclesiale. Ed è proprio per questo che ci è subito apparso necessario farvi conoscere questa scelta!

Grazie a chi si sta dando già da fare in questa azione!
Grazie a chi farà parte della squadra e vorrà sostenerci con il suo aiuto!

don Marco

Agathà onlus vuole festeggiare i suoi 10 anni con un ciclo di incontri per continuare e ri-partire da qui. Lunedì 14 giugno ti aspettiamo con Andrea Prandin!

78D72143 EDCB 4C91 A307 7A38B9400295 1280x1810 1 - Associazione Agathà Onlus

Clicca qui per leggere l’articolo della ricerca in cui anche Agathà ha partecipato!

“La ristrutturazione e l’avvio di questo progetto sono stati possibili anche grazie a:
FONDAZIONE CARIPLO, FONDAZIONE ZANINONI, UBI BANCA E ALTRI PRIVATI. A loro vanno i nostri più sentiti ringraziamenti”.

UBI BANCA FARE BANCA X BENE pos 768x427 1 - Associazione Agathà Onlus

Sapevo che sarebbe stato bello, ma questa esperienza è stata veramente top!

Dopo qualche giorno ospite di un’amica raggiungo le celestine a casa Alice, villa confiscata alla boss Pupetta Maresca e ora sede di una sartoria sociale in cui lavorano ragazze africane vittime della tratta della prostituzione. Dopo un inizio un po’ faticoso per la pioggia, che ci obbliga ad accamparci tra la sartoria e la sala studio, i ritmi lenti a cui non sei abituato, l’organizzazione che non coincide con quella nordica che hai in mente, i bagni in cui devi studiare le mosse per farti una doccia energizzante fredda e il bicchiere personale che ti è stato dato e che lasci immancabilmente da qualche parte, il campo base prende forma. Tende montate, un telo cerato raccattato dalla Vit viene collocato in mezzo e diventa piazza Celestini dove, all’ ombra di un lemon tree, dopo pranzo si schierano le principesse celestine e a giorni alterni le volontarie, per lo meno quelle non ancora assuefatte dal burraco. Compagni di esperienza un gruppetto di ragazzi adolescenti di Bologna facenti parte del presidio di libera delle loro scuole. La giornata è abbastanza standard; lavori di vario genere la mattina, formazione al pomeriggio e tappa al mare in tutti i possibili momenti liberi. La maglietta di LIBERA funge da passpartu alla spiaggia e ai tre ombrelloni riservati, mentre di sottofondo si sente: “sono arrivati i LIBERI”.
In questa cornice allegra si sono inserite tutte le attività della giornata. I lavori della mattina (raccolta pomodori, sartoria, pulizia del bene e della via condominiale) e gli interventi di formazione del pomeriggio in cui abbiamo incontrato diverse persone impegnate nella lotta alle mafie come Luigi Ferucci presidente dell’associazione antiraket Castel Volturno e Campania, Massimo Rocco presidente della cooperativa Libera Terra, Gianni Solino referente provinciale di LIBERA, Carmela de Lucia che gestisce un bene confiscato, Francesco Pascale rappresentante di Legambiente.
L’esperienza fatta insieme è stata veramente ricca per diversi motivi:
mi ha permesso di conoscere il problema fornendomi alcune chiavi di lettura della complessità e lasciando in me il desiderio di essere una cittadina più informata e più consapevole;
mi ha avvicinato ad una realtà dal di dentro con tutte le sue contraddizioni, camminando tra le sue strade disseminate di rifiuti, gustando il tramonto al mare o una mozzarella di bufala, ascoltando la forza di persone che cercano con grandissimo entusiasmo, giorno dopo giorno, di lavorare ad un progetto di riscatto che porti nuove possibilità lavorative o ripercorrendo, con le dovute differenze, quella che può essere la giornata di un bracciante che viene sfruttato, per pochi soldi, da un caporale;
mi ha confermato sul valore, la forza e la bellezza di “essere rete” perché ognuno non si senta solo nelle proprie battaglie.;
mi ha interpellato sul compito e la responsabilità di accompagnare i ragazzi nel loro percorso di crescita, per far crescere persone oneste, che sappiano fare scelte dal sapore di vita.
Se finissi qui, tralascerei una parte importante di questa esperienza che è stata il non viverla da sola, ma condividerla con Enzo, ValeZ, Giulia, Vit e le otto principesse. Ci provo a mettere in fila anche questi pensieri.
Cinque adulti che vivono un’esperienza con otto fanciulle sono dieci occhi che le osservano e colgono tante sfumature. Ringrazio quindi i senior del gruppo per gli scambi semplici, molte volte divertenti, con cui ci siamo presi cura di loro.
Ringrazio le belle celestine perché mi fanno sempre sentire parte della famiglia, mi gusto quell’affetto sincero, gli abbracci e i baci e quella meravigliosa energia che si sprigiona con loro. Penso sorridendo alla formazione del pomeriggio…attorno a quel tavolo eravamo lì tutti per imparare ognuno con la propria agendine rossa senza divisione di ruoli. Che tenerezza vedere le poche frasi di appunti di qualcuna o le pagine e pagine di qualcun’altra, che desiderio a volte di tradurre loro gli interventi più complessi in parole semplici perché non si perdessero nulla di quanto detto.
Bravissime principesse sono fiera di voi! Brave nell’essere state voi stesse stringendo amicizie con i ragazzi di Bologna, parlando senza vergogna delle vostre storie, brave nel portare a termine il lavoro assegnato, brave nell’adattarvi alla vita da “camping spartano”, brave nel cogliere con prontezza quando qualche aspetto di ciò che stavamo vivendo aveva “note stonate”.
Mi sento infine di fare i complimenti a tutto lo staff educativo dei Celestini per il lavoro di qualità che fate con le ragazze, per le proposte alte che offrite loro e perché, da volontaria, vedo le ragazze camminare. Grazie di esserci per loro anche nelle piccole cose…nel bacio della buonanotte, nel buongiorno della mattina, nell’essere semplici ascoltatori in un momento di tilt o in una coccola gratuita nel pomeriggio.
Claudia

crosschevron-down